Il vostro primo anno di lavoro ve lo ricordate?

Io ci ho ripensato da poco grazie a DarioTheFox e Auron che hanno scritto un post molto bello nel forum, oltre 25 anni fa qual era il primo anno di lavoro di un infermiere il mio primo anno e quello dei giovani di oggi esperienze che devono far riflettere...

 

Vi riporto i post di DarioTheFox e Auron da foruminfermieri.it (LINK).

Il mio primo anno di lavoro

da DarioTheFox » mar apr 22, 2014 6:26 pm

Ciao ragazzi, scusate se non scrivo da molto, ho però continuato a seguire i post del forum, un lettore nascosto, intenzionato a leggere più che altro.

Il mio primo anno di lavoro è passato ed è ora di fare le conclusioni di questa esperienza. Sapete in molti come il mio approccio alla professione sia sempre stato ambiguo e il dubbio di continuare o meno a fare l'infermiere era uno dei punti centrali della mia giornata, eppure...

Ho fatto esattamente 13 mesi in una RSA con 41 ospiti di cui 20 psichiatrici e 21 geriatrici con un sottoinsieme di ospiti psicogeriatrici. L'inizio come sempre è stato duro da affrontare perché sostanzialmente essendo relativamente piccola come RSA, non c'era ne caposala ne direttore sanitario, in pratica il lavoro me lo sono dovuto inventare strada facendo. Immaginate che non c'era nemmeno un registro degli stupefacenti, e nemmeno un valido armadio dei farmaci. Non ho nemmeno idea dei colleghi che abbiano lavorato prima di noi perché non hanno mai creato un piano di lavoro adeguato. Comunque..

Il lavoro è andato bene ma piano piano si inserivano sempre più problemi lavorativi, diminuzione delle ore, demansionamenti, occuparsi di inezie per puro spirito di risparmio(es. occupo almeno 20 min del mio tempo solo per "contare" le faldine da consegnare al personale OSS, insieme a tutto il materiale indispensabile che deve essere parsimoniosamente contato e documentato), sempre più burocrazia rindondante, sempre meno tutele lavorative, le notti pagate come se fossi un OSS(facendo il lavoro da OSS), e continue storie di mobbing con il nuovo direttore di strutture che solo grazie al mio carattere freddo e distaccato sono riuscito a gestire.
Il giorno in cui ho deciso di andarmene è stato quando per compensare a tutto il lavoro che richiedeva quella giornata(un decesso, un nuovo ingresso, visita medica,ecc..) sono rimasto 13 ore in struttura, di cui 7 ore di straordinario, ovviamente non pagato.

insomma nonostante tutto circa il mese scorso mi hanno fatto un contratto indeterminato al cambio della cooperativa che aveva preso l'appalto. Eppure dopo un mese mi sto licenziando perché al solo pensiero di rimanere ancora un altro anno lì, o peggio più di un anno, mi viene l'ansia e la coscienza chiede dignità. La vecchia coop. mi ha proposto di tornare con loro e iniziare facendo domiciliari in una grande città del Nord con la prospettiva di entrare appena possibile in un altra struttura e io ho accettato.
Nonostante a volte penso di aver fatto una mezza str0nzata, credo che rischiare sia sempre una scelta che porti grande crescita personale e magari professionale. Ho 27 anni, non voglio che la crisi mi paralizzi in una casa di riposo in cui il "padrone" possa usare la mia paura per sfruttarmi.

Eppure, nonostante tutto, la professione inizia a piacermi, non dico che fare l'infermiere mi realizzi, ma credo che farlo sia meno malvagio di quello che pensavo. Le peggiori esperienze in quest'anno l'ho avuto con le persone(sane) e non con i miei pazienti o la mia professione.

Mi aspettavo una situazione peggiore rispetto alla realtà che ho esperito, ho notato un certo riconoscimento professionale da medici e parenti, mai apostrofato come un "lavaculi", essere infermiere nel campo insomma ti da una certa dignità di lavoratore sociale, non da missionario. 

Precario si, sottopagato spesso, ma mai peggiore di altre categorie professionali laureate che arrancano per il minimo dignitoso.

A differenza di un ingegnere non ho studiato 7 anni, e mediamente guadagno di più, lavorando di meno(spesso).
A differenza di un informatico la mia esperienza non diverrà mai obsoleta, ma anzi si colma di autorità e capacità
a differenza di un economista la mia professione esiste in un canale ben determinato, io sono un infermiere e cerco un lavoro da infermiere, nessun altro che non sia un infermiere può fare questo lavoro(oltre gli abusivi, ovvio : Wink : ). Nessun neologismo inglese tipo qualcosascrittoininglese + manager o leader per descrivere un lavoro da venditore, e che può fare tranquillamente un qualunque laureato scientifico o umanistico.

E poi ho notato che il mio lavoro è fatto con le mani, con la gestione e l'organizzazione, e infine infine anche l'aspetto relazionale è qualcosa che ti da sempre qualcosa in cambio.


Ripeto non penso mi potrà mai realizzare come un fisico che sogna di trovare la Teoria del Tutto e vincere un Nobel, ma in un mondo che cola a picco, non è male fare l'infermiere : Wink :

 

Re:il mio primo anno di lavoro

da Auron » mar apr 22, 2014 7:22 pm

Ottima riflessione Dario, l'ho letta con piacere.
Il mio percorso è in parte sovrapponibile al tuo. Tramite cooperativa anch'io, libero professionista nei regimi minimi. Soldi a palate i primi 6 mesi, lavorando in una struttura psichiatrica. 
Il rapporto con i colleghi, fantastico..il rapporto con gli OSS..ancora meglio, sono diventato amico di alcuni di loro. Il rapporto con i medici psichiatri..alla grande, professionisti giovani, umili ed in gamba. Il rapporto con i MMG...neutrale, ma soddisfacente.
Finisce la maternità della collega che sostituivo, e per fortuna non mi lasciano a spasso. Mi affidano un progetto sperimentale come Infermiere di Farmacia, molto interessante. 

Pensavo di diventare lo schiavetto dei farmacisti, e in realtà per niente. Sono molto gentili (soprattutto le ragazze : Chessygrin : ) e vi è un rapporto di collaborazione molto bello, anche se poco. Ho il mio ambulatorio con la mia scrivania. 
Lavoro 2 ore al giorno part-time, con i domiciliari qualche volta. Uno stipendio normale (<1500 mensili) ma considerato il carico di lavoro, è ottimale.

Ora ti chiederai, perchè ho fatto questo excursus...bene l'ho fatto perchè, pur avendo un contratto per almeno 1 anno con probabile rinnovo, e un lavoro che molti invidiano (purtroppo è un momento tragico, di classe mia eravamo 40 solo 5 si lavora),
rischio il tutto per tutto...e mi licenzierò tra qualche mese. Ho vinto un tempo indeterminato come nurse presso un ospedale britannico, Chesterfield, e mi manca solo il PIN number (necessario per esercitare la professione ed essere iscritto all'NMC)

Inoltre, compatibilmente con il lavoro ho l'intervista che reputo più importante per la mia vita: quella per essere (si spera) ammesso all'università al Paramedic Course.
Si, perchè è quello che sogno da una vita, e il master in emergenza conseguito qui in Italia è di poco aiuto, perchè sul 99% dell'emergenza extraospedaliera ci vanno i Paramedici, che sono tecnici. In realtà, quando l'ho detto a qualche inglese, hanno storto un pò il naso, perchè sarebbe un "down-grade" rispetto al nurse, sia economicamente che gerarchicamente (nel 99% dei casi sono autonomi con intubazione defibrillazione e farmaci, ma nelle maxi emergenze, dove vengono attivate altre risorse come gli infermieri, i paramedici perdono la loro usuale autonomia e devono stare agli ordini degli infermieri o dei doctors)

Ecco, io sono pronto a rischiare tutto, un lavoro sicuro e buono, i miei amici, le mie passioni, tentando il tutto per tutto. O la va o la spacca. E se va male, rimango sempre un vincente. Perchè ci ho creduto fino alla fine. Come te. : Thumbup : 

Un abbraccio,
Auron

 

 

DarioTheFox e Auron sono giovani di oggi che si affacciano sul mondo del lavoro, ma com'era ieri fare l'infermiere?

 

Io posso cercare di ricordare il mio primo anno il secolo scorso nel 1988.

Finita la scuola regionale a giugno, quindi interruppi le vacanze per andare a lavorare per una chiamata a tempo determinato ricordo ancora che mi scoccio tantissimo lasciare le vacanze e sapevo che non sarebbe più ricapitato e così fu.

Quindi l'8 agosto 1988 iniziai a tempo determinato, del fatto se c'erano concorsi in giro per l'Italia che dovessi avere un cv non ricordo nulla, feci un concorso nello stesso ospedale in cui lavoravo che oltretutto era vicino casa, dopo poco passai da determinato ad indeterminato direttamente senza interruzione.

La massima aspirazione era avere un turno fisso su 5 giorni PMN-- il motivo era semplice potevi progettarti una vita, giorbnate a casa con i cambi turno, sapere se per un compleanno o una festa eri a casa, inoltre ti dava molto tempo per fare altro e vivere una vita di sport e tempo libero o in alternativa dedicarsi allo studio.

Infatti dopo pochi anni presi la maturità e mi dedicai agli studi universitari per hobby, mentre altri colleghi si dedicarono a studi infermieristici e quindi alla carriera dirigenziale o all'insegnamento oggi detta accademica.

Avere un lavoro a tempo indetermianto consentiva di chiedere un mututo acquistare casa e mettere su famiglia come accadde dopo pochi anni.

 

DarioThefox e Auron con le loro testimonianze ci danno una grande lezione, oggi i giovani devono lavorare più di ieri per avere un lavoro solido.

Un lavoro solido sicuro che consenta di progettare un futuro è importante sempre in ogni tempo, essere "dentro" la propria professione usando gli strumenti che l'infermieristica gli mette a disposizione consente di progettare e costruire il proprio futuro ed è importante... anche per noi.

 

 

Franco Ognibene

Pin It