L'infermiere ha per propria natura un conflitto interiore, c'è è sempre esistito anche se lo neghiamo, l'EBN a volte lo placa ma può non essere sufficente se non si è consapevoli della sua esistenza...

 Ok lo ammetto potrebbe essere una riflessione da due soldi e poi nasce da una frase di un film da due soldi come LEGION.

LEGION è un film con una storia che si scrive in una riga, Dio da un ordine ai suoi angeli e uno fa ciò che viene chiesto, uno fa ciò che serve... quindi?

Quindi ho notato la somiglianza del finale con un conflitto interiore alla nostra professione che è sempre esistito.

 

Come verificare l'esistenza di questo conflitto è semplice facciamo la stessa domanda a due infermieri che non sono a contatto fra loro e possono dare una sola risposta e abbiamo:

l'infermiere A fa ciò che viene chiesto,

l'infermiere B fa ciò che serve.

I due infermieri avranno fatto la stessa cosa?

La risposta è no lo sappiamo e se proviamo con esempi pratici potremmo avere qualcosa di questo tipo, il sig. X deve infondere una fleboclisi di 500cc di sol fisiologica.

L'infermiere A non riesce a reperire una vena, il sigX è messo male con le braccia, si ferma e chiede al medico per il posizionamento di un CVC, dopo qualche ora il sig.X ha un CVC, con i rischi correlati e inizia l'infusione.

L'infermiere B, non riesce a reperire una vena, il sigX è messo male con le braccia, ma infonde i 500cc di soluzione fisiologica in ipodermoclisi, dopo qualche ora il sig.X è idratato.

L'esempio riporta due comportamenti agli opposti che hanno al centro l'assistito e la stessa domanda ma due risposte che sono all'opposto ma entrambe corrette.

Sicuramente si possono trovare esempi in cui un infermiere A fa ciò che viene chiesto ed agisce bene, come nella maggioranza delle volte che facciamo lavori ripetitivi, oppure l'infermiere che agisce facendo ciò che serve e se non è compreso dal paziente l'infermiere si assume delle responsabilità e delle grane che poi si risolve in una montagna di stress e nella classica frase "e chi me lo ha fatto fare?"

Questo conflitto negli anni 90 era forte perchè dato un ordine aziendale scritto, il protocollo, spesso un copia incolla di un libro che facevi fatica ad adattare alla realtà operativa, ti trovavi davanti diverse tipologie di pazienti e il protocollo non era più adatto e c'era il conflitto interiore fra ciò che viene chiesto e ciò che serve.

All'inizio del 2000 in Emilia Romagna iniziava il sistema di accreditamento e quindi le procedure erano gli infermieri di reparto a metterle in pratica e forse in quel periodo, ma forse, il conflitto si era sopito grazie ad una condivisione di esperienze di reparto verso il faccioamo ciò che serve.

Dal 2000 prendeva piede anche in italia l'EBM poi diventata EBN o EBP con qualche variante, ma all'origine c'erano dei bibliotecari Inglesi che si erano scocciati di avere tanti medici che gli chiedevano informazioni sugli articoli, qual è il migliore, questo è valido e questo ecc.. così gli hanno scritto un bignami, che poi è diventato un libro e poi questa è storia.

L'EBN dovrebbe aiutare l'infermiere a far convergere avvicinare l'azione dei due infermieri per avere un giorno forse, che il risultato di chi fa ciò che viene chiesto e ciò che serve sia lo stesso ma oggi non è così.

Il problema grosso è che in ambito infermieristico quando è nata l'EBN non c'erano studi e quindi le raccomandazioni EBN sembrano forti anche se si basano quando vabene anche solo su di uno studio, oppure sono pareri e questo è il massimo che può ricavare.

Poi ci sono problemi di rigidità mentale nostra, quando l'infemriere a che fa ciò che viene chisto ha agito per 10 anni mettendo un agocannula per 3 giorni gli si dice guarda che l'infermiere B che lo lascia 5 ha fatto bene perchè lo studio XY dice così, come reagirà l'infemiere A?

Siamo infermieri, esseri umani, ma i conflitti interiori non sono utili per il lavoro e li neghiamo.

Siamo esseri umani e abbiamo capacità limitate nell'apprendere e nel diffondere le informazioni.

Un altro esempio di conflitto interiore che colpisce anche chi produce le informazioni EBN è il vello di pecora.

La battaglia contro il vello di pecora era il punto di forza dei sapienti che facevano divulgazione EBN agli inizi del 2000, ma in realtà non c'erano evidenze e quindi è stato gioco facile a portarlo come esempio però oggi pochi fanno studi in proposito, quindi dato l'ordine di non usare più il vello di pecora questo ordine secondo la natura umana può essere ritirato?

 

Uno studio recentemente pubblicato evidenzia l’efficacia antidecubito dei velli di pecora (47,48): lo studio in oggetto è stato però condotto in Australia in un setting non paragonabile a quello italiano e prevedeva l’utilizzo di velli di pecora naturale, difficilmente reperibili in Italia dove sono commercializzati esclusivamente velli artificiali. Alla luce del fatto che i risultati di tale studio non sono generalizzabili al conteso assistenziale italiano, il panel raccomanda di non utilizzare i velli per la prevenzione delle lesioni da pressione... Tratto da LG del centro studi EBN (LINK) pag.44

 

Il centro studi EBN ha fatto uno sforzo di onesta incredibile e importante, poi ci hanno messo un poco di autogiustigicazione ed è umano ma l'informazione non è passata e forse è stata inconsciamente rifiutata, infatti la linea guida della Toscana non ne fa cenno (anche se introduce cose nuove sulle lesioni da pressione).

Eppure secondo il protocollo di analisi EBM/EBN/EBP dovrebbe esserci una valutazione imparziale immune dal semplice parere umano altrimenti come può l'EBN aiutarci a far convergere il nostro agire fra essere meri esecutori di ciò che ci viene chiesto e ciò che serve.

 

Ok adesso che ho demolito i pezzi come li rimettiamo insieme?

Il conflitto nella professione non c'è è negato, i testi non riportano le varianti di una tecnica altrimenti avremmo l'enciclopedia delle tecniche infermieristiche, il conflitto è interiore come professionisti è nel nostro intimo ma è solo una mia impressione, esiste o no?

Se non esiste ho scritto una favola.

Se esiste allora esserne consapevoli ci aiuta a discernere in modo razionale, soprattutto per i giovani neolaureati che sono carichi di nozioni ma le debbono canalizzare per decidere se fare ciò che è stato chiesto o ciò che serve.

Esserne consapevoli aiuta a lavorare meglio canalizzando il perchè agiamo in un modo o in un altro e questo ci rende più forti, ricordarsi il perchè aoiuta sempre.

Se si è consapevoli di questo conflitto interiore nato dalla natura umana e dalla nostra professione, dall'ambiente in cui lavoriamo noi possiamo cercare di decidere per il meglio.

E l'EBM/EBN/EBP dove la mettiamo?

La metodologia di ricerca e valutazione della bibliografia biomedica (definita anche scientifica) ci da un rinforzo ulteriore ma è ancora debole a causa di difetti strutturali che l'anno imprigionata in un loop da cui non si riesce a liberare e la rende utile ma ancora in modo marginale.

Mi spiego.

L'EBM/EBN/EBP partiva dal presupposto di rispondere ai perchè, e si poneva come migliore dell'infermiere anziano che diceva si fa così e basta mentre oggi è la metodologia stessa che fa così e basta perchè è fortemente intrisa di statistica.

La statistica non spiega la natura delle cose, non consente di dire il perchè ma ti dice si fa così e basta perchè il numero ti dice che la probabilità è favorevole o meno.

Poi la metodologia è zoppa, se da un lato produce informazioni utili per i sigg.ri medici in ambito infermieristico gli studi che vengono pubblicati sono orientati alla sottomissione del linguaggio statistico così come richiedeva il bibliotecario di Oxford, ma tutto questo è inutile per riprodurre le tecniche infermieristiche che sono ricche di varianti, elemento negato ed appiattito dalla statistica stessa.

Questo ha creato un muro e non scriviamo perchè diventa inutile con un peso della statistica spopositato ed è tale che impedisce agli infermieri di condividere esperienze e idee che vengono sminutie dalla valutazione degli studi che le relega all'ultimo gradino anche se sono idee uniche ed utili e non ci sono riviste che accolgono case report semplici altrimenti saremmo pieni di scritti e di esperienze condivise, cosa che accade con i medici.

Ma la non condivisione di pareri, idee e scritti non è colpa dell'EBN che è uno strumento, strumento che dovrebbe essere applicato da infermieri esperti in una disciplina specifica, per approfondirla ulteriormente e poter rispondere ai due infermieri che sono dentro ogni uno di noi e che entrano in azione ad ogni domanda.

L'EBN a distanza di oltre 10 anni è divulgata nelle università ed ha un peso ancora marginale per trovare il perchè che possa mettere d'accordo i due infermieri sono dentro di noi e si chiedono:

 

faccio ciò che mi viene chiesto?

faccio ciò che serve?

 

Il conflitto è svelato.

 

 

dimenticavo la scena finale del film...

 

 

 

 

Franco Ognibene

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