Se nel 2010 la situazione non sembrava drammatica e la crisi dei concorsi poteva essere considerato un momento transitorio, l'anno scorso scrivevo "l'infermiere un lavoro che non darà occupazione subito" (LINK) e quest'anno confermo.

 

Però, l'anno scorso le informazioni che ci erano state date consentivano un analisi che riportava ad un risultato semplice tutto dipende dall'Europa.

Un osservazione che ho sbagliato in pieno, dato che oggi il non avere un governo Monti esecutivo non vede la presenza delle temute tempeste finanziarie.

Il 4 settembre 2013 ci sarà la prova di ammissione per i corsi di laurea delle professioni sanitarie e chi si appresta a diventare infermiere pensando di avere un lavoro sicuro nel pubblico può lasciar perdere subito.

In questi primi 4 mesi del 2013 di concorsi seri non ce ne sono stati e sfogliando i bollettini regionali c'è poco in arrivo.

Ma da dove deriva questa crisi del nostro lavoro?

Se fino a qualche hanno fa la nostra professione sembrava immune alla crisi del lavoro oggi invece ne è stata colpita come tutti gli altri settori se non di più.

Non sono un analista ma se 2+2 fa ancora 4 la situazione non è bella...

Prima del 2010 la dinamica del lavoro dell'infermiere neolaureato era semplice, laurea, si lavora nel privato o nelle coop e in 6 mesi si entra nel pubblico con il concorso.

La presenza dell'infermiere libero professionista era un punto di stabilità per le strutture private dato che nel 2006 su Bologna c'erano importi dai 25 euro in su e il turnover rapido dava un monte ore di oltre 150 ore.

Poi inizia la crisi e ci sono alcuni elementi chiave:

1-Nel 2007 Bersani ha dato il primo colpetto, togliendo i minimi e i collegi hanno le hanno subito cancellate dai siti. Sono stati rimossi i tariffari dei liberi professionisti, in ottemperanza a due righe scritte in un buridone di legge che aveva cento raccomandazioni e nessuna sanzione.

Così il libero professionista si è trovato da solo a motivare un adeguamento irpef con dei direttori sanitari.

Nel 2010 i concorsi iniziano a diventare radi, anzi a Bologna sono spariti, quindi i neolaureati premono.

Il neolaureato può accedere al regime libero professionale detto dei minimi, può lavorare ad importi orari più bassi e quindi l'importo orario si abbassa per tutti, il lavoro è rimasto uguale e il costo della vita cresce.

2-Il regime dei minimi ha degli effetti devastanti in assenza di regole condivise,  favorisce la riduzione degli importi orari, a parità di lordo si lavora di più e favorisce il lavoro nero dato che al tetto dei 30.000 non conviene più fatturare.

Il regime dei minimi è un anomalia, se siamo in un paese libero e democratico dovremmo avere le stesse regole o leggi, eppure due lavoratori si trovano entrambi con p.iva e uno può lavorare a tariffe basse e l'altro è fuori, ma non succede solo con gli infermieri pensate agli artigiani dopo tanti anni di lavoro si trovano sostituiti.

Ma continuiamo.

3-Nel 2012 Monti allarmando tutti per lo spread che si alza ha emanato la revisione di spesa i tagli e l'aumento dell'età pensionabile due colpi durissimi.

Quindi gli infermieri da sostituire restano ancora qualche anno a lavorare, e servono meno infermieri. (+2)

Quindi decidono il taglio dei posti letto, ogni 20 posti letto tagliati ci sono 10 infermieri da ricollocare, quindi l'organico degli ospedali è saturo, se parlano di 30.000 posti letto e ci sono gli infermieri che si laureano in 1 anno da ricollocare. (+1)

Il taglio dei posti letto non è per risparmiare la sanità tanto prende e tanto spende è solo una ristrutturazione aziendale, con un assetto agile e che resti nei DRG, e quindi servono meno infermieri, e quelli che vengono presi devono costare meno. (+1)

Quindi fra 3-4 anni il tutto si sblocca?

No

Il privato ha subito un taglio dei DRG, dei posti letto e poi, la sanità privata lavora con tutta l'Italia i famosi DRG fuori regione che ad esempio la Campania ha limitato per mantenere le risorse economiche in sede.

Quindi cosa faranno le case di cura e gli ospedali privati, ridurranno il personale a termine, e non faranno contratti a tempo indeterminato.

Conti alla mano se dal 2010 ci sono ogni anno 10.000 infermieri pronti per fare i concorsi cosa pensate che accada fra 3-4 anni?

Nella migliore delle ipotesi ai concorsi si arriverà ad avere 10.000 infermieri per un posto.

Sempre che l'ASL abbia ancora voglia di farli e non si sia abituata ad avere personale a tempo determinato e a costo inferiore dalle coop o dalle agenzie interinali.

Non sono un analista politico internazionale e mi accontento se riesco a capire cosa succede fuori dalla mia finestra ma pensare che tutto dipenda da forze misteriose che agiscono senza una volontà è ingenuo e superficiale.

Tutta questa situazione è decisa dalla politica italiana e vedrà la piena realizzazione del sogno del Presidente del Consiglio Monti che nel febbraio 2012 durante un congresso era sovrappensiero e si espresse in quella che era la sua visione, Monti: il posto fisso non esiste più, LINK

Ma il lavoro non manca la gente si ammala lo stesso e nella migliore delle ipotesi un infermiere con 5 anni di esperienza avrà cambiato 8 datori di lavoro, fra agenzie interinali, coop libera prof.

 

La nomea di infermiere lavoro sicuro è una favola che sarà dura a morire e in una situazione di crisi la speranza potrebbe far si che al concorso ci si trovi in migliaia.

Tutta questa tiritera non è per dire di non fare il test del 4 settembre per l'ammissione ad infermieristica, anzi andate ma siate consapevoli che la situazione è seria che nei prossimi anni in cui siete dietro a studiare dovete soffermarvi a guardare la scena politica che decide della nostra vita.

 

 

 

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