Il prelievo venoso è una delle tecniche apparentemente più semplici e al tempo stesso affascinanti.
Non entro nel dettagli di procedure compilative ma vi propongo una riflessione su cosa facciamo quando ci accingiamo a fare un prelievo e chi non ne ha mai fatti forse avrà delle difficoltà a capire.
Prima cosa il buongiorno, il sig. Rossi forse è stato informato che deve stare a digiuno o forse no ma è mattina presto e comunque non ha ancora mangiato.
Buongiorno sig.Rossi sono Franco le devo fare un prelievo venoso per le analisi, il sig. Rossi ti guarda e dice , prego le do il destro è il migliore...
Il buongiorno è seguito da cosa faccio e quindi dal consenso del Sig.Rossi ad eseguire la tecnica ed anche ad avere una conferma che i dati nella provetta corrispondono alla persona che ho davanti (identificazione).
Il "mi dia il braccio" ad un Sig. Rossi addormentato che viene forato da un ago non mi sembra corretto ed etico.
Cercare la vena, io sono vecchio e forse qualche volta non uso i guanti, ma se non si prova e non ci si esercità la sensibilità ai polpastrelli non aumenta e non riuscirete mai a sentire una vena con i guanti.
La vena preferita e la cubitale mediana nella pega del braccio, spesso è ben visibile e di grosso calibro, mettiamo il laccio emostatico nel bicipite, con una tensione ragionevole.
Cosa sentiamo con le dita, il diametro, la profondità e insieme queste due informazioni ci dicono il calibro, la direzione della vena, lo spessore del derma abbiamo tutti i dati per immaginare nella nostra testa una tac della vena.
Il derma potrebbe anche essere 1 cm e noi non vediamo la vena ma con le informazioni che abbiamo possiamo forare.
Dimenticavo, mettersi in una posizione comoda se la vena è difficile da sentire.
Si disinfetta, lascio il batuffolo in sede in questo modo aumento il tempo di contatto fra cute e disinfettante nel frattempo che prendo il butterfly.
I sistemi sottovuoto hanno un butterfly con sistema di protezione dell'ago, collegato ad una camicia che ha un ago per forare la provetta sottovuoto.
Forare, ma quanto forare?
Sappiamo lo spessore del derma, il calibro della vena e la direzione, decidiamo l'inclinazione e l'ago deve entrare con un movimento unico fino al centro della vena.
Alcune cose, il modo migliore per fare male è aver paura di far male, l'indecisione prevale, inserire l'ago lentamente, aumenta il dolore e il rischio di rompere la vena, però la tecnica peggiore è quella cieca cioè di introdurre tutto l'ago attraverso la vena fino ai tessuti retrostanti e poi mettere la provetta sottovuoto e ritirare lentamente fino a quando non viene il sangue.
Bene ho preso la vena, con una mano tengo l'ago e con l'altra introduco le provette, che sono nell'arcella pronte, prima quella tappo ruggine per gli esami sierologici, poi coagulazione ed emocromo.
La necessità di usare prima una provetta tappo siero deriva dal fatto che le provette da emocromo e da coagulazione devono essere riempite bene e il volume d'aria nel butterfly fa si che si prenda meno sangue e il campione risulta più dliuito e in laboratorio se ne accorgono.
Fatto tutto, si toglie il laccio si toglie l'ultima provetta, si rimuove l'ago e si tampona si mette in sicurezza l'ago si invita il sig. Rossi a tener premuto sul foro e a non piegare il braccio altrimenti chissa dove preme.
Se la tecnica è riuscita bene al Sig.Rossi resta un foro piccolo senza ematomi e ti ringrazia e si stupisce di non aver sentito nulla.
Ci vuole pazienza dato che non tutti sono come il Sig.Rossi.
Franco Ognibene
Piccoli consigli e succerimenti che non riducono e sostituiscono l'attenzione l'esperineza e le responsabilità di chi esegue le tecniche.
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|2010-02-15 10:43:43 Anonimoa me x 3 anni hanno detto di fare prima l'emocromo poi la coagulazione e infine la sierologica..ma come si fa?? -_-'
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|2010-02-17 11:03:21 franco2 - re:Anonimo ha scritto:a me x 3 anni hanno detto di fare prima l'emocromo poi la coagulazione e infine la sierologica..ma come si fa?? -_-'
Ciao
dipende dalle provette che utilizzi e dal sistema.
Mi spiego la provetta con emocromo ha un anticoagulante, è spruzzato sulle pareti e ha un volume piccolo o è una gocciolina ben visibile e quindi con un volume consistente?
Poi utilizzi un sistema vacutainer con ago o con butterfly?
Se hai una provetta emocromo o coagulazione che hanno una goccia di anticoagulante e usi il butterfly che ha un volume di aria ecco che la prima provetta non sarà riempita a livello e il campione sarà diluito con incazzo del tecnico di lab.
Le provette tappo siero non hanno problemi di riempimento del volume.
La secuenza emocromo e poi siero è giusta in oncologia (con le dovute attenzioni di riempimento) dove l'emocromo è il prelievo fondamentale e se la provetta tappo siero non si riempie tutta va bene lo stesso.
Ciao
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