L' ambiente della S.O.

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Messaggioda Kaposi » mer feb 03, 2010 7:53 pm

In questo thread vorrei portaste testimonianze personali o di colleghi di fiducia circa questo ambito.
Pregi e difetti, soddisfazioni e frustrazioni, mansioni principali in esse eseguite, retribuzione,ecc.
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Re: L' ambiente della S.O.

Messaggioda Sarah » gio feb 04, 2010 12:48 am

Io lavoro in SOCCH da circa 10 anni presso un'ospedale privato.Sono strumentista di chirurgia cardio-toraco vascolare,ma svolgo,anche se sempre + raramente data la cronica assenza di strumentiste,la funzione d'infermiere d'anestesia:ci è sempre stata richiesta una certa intercambiabilità dei ruoli.
Prevalentemente mi occupo del materiale necessario all'intervento:in base alla tipologia d'intervento scelgo ferri e presidi vari in base alle note in lista operatoria e agli accordi col chirurgo,mi occupo del campo sterile,del mantenimento della sterilità,assisto all'intervento,si contano ferri e garze.Al termine del intervento con l'infermiere di SO medichiamo il paziente(il mio collega si occupa poi di trasportarlo con anestesista,chirurgo e perfusionista in Tipo);terminato questo lavoro conL'OSS si provvede ad assemblare i set,dopo un'adeguata detersione e decontaminazione.Assieme all'OSS,gestiamo l'auroclave e la sterilizzazione dei ferri.
Non avendo una centrale di sterilizzazione ci occupiamo anche di questo.
Mentre la strumentista prepara il materiale anestesista e infermieri di sala provvedono a posizionare a seconda dell'intervento vvp,incannulare arteria per pressione cruenta,posizionare tet,cvc,cv,sng ecc.
A livello retributivo lo stipendio è come quello di un normale infermiere(sarebbe molto meglio con la libera professione che è ben pagata, ma nella mia realtà non c'è questa possibilità,presente invece nel pubblico),lavoro su turni diurni con reperibilità notturne e festive(che vengono pagate come straordinario).Le reperibilità sono pesanti:mi è capitato di lavorare anche 20 ore di fila dalle 18 del sabato fino alle 14 della domenica,col rischio di venire richiamata(le reperibilità sono di 12 ore a volta e la mia tereminava alle 7 del lunedì mattina) per poi tornare in servizio il lunedì pomeriggio.
Se si sceglie di fare l'infermiere per il contatto con le persone, nel mio ambito , il contatto c'è solo con l'equipe;in alcuni interventi di chirurgia vascolare lavoriamo in spinale con paziente sedato ma prevalentemente i pazienti vengono intubati e svegliati ad emodinamica stabile in tipo.
Cmq a me piace moltissimo la SO e non cambierei ambito.
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Re: L' ambiente della S.O.

Messaggioda Kaposi » gio feb 04, 2010 8:28 pm

Piuttosto interessante, specie il fatto che ami tale ambito e non ci sei solo perchè guadagni di più a fine mese (grazie al cavolo, in tale ambito capita finanche di superare il monte ore massimo previsto per legge).
Tuttavia, volevo approfondire alcuni punti:

- non ricevi anche una seppur misera indennità d' area critica?
- come mai gli strumentisti latitano, nonostante finanche i media incentivino (almeno teoricamente) la ricerca di "carriera" proprio in ambiti come quello chirurgico (ma, forse, ancor più in T.I. e/o 118)?
- qual è il rapporto con i chirurghi sinora riscontrato, visto che il lato negativo dello strumentare è piuttosto frequentemente quello di diventare la loro valvola di sfogo preferita?
- è solo una voce o davvero alcuni strumentisti acquisiscono agli occhi del chirurgo una stima tale da far sì che, in occasione di interventi "limite", vogliano il proprio strumentista di fiducia?
- sei mai personalmente incappata in uno di quei chirurghi che, per interventi più semplici, si fanno balenare l' idea di usare lo strumentista anche come nientepocodimenochè aiuto chirurgo?
- considerando che laparoscopi e robotica riducono notevolmente la "ferraglia" da utilizzare, nelle SS.OO. più tecnologicamente avanzate cosa rimane da fare allo strumentista DURANTE l' operazione?
- sul fronte privato come va?Tutti questi disumani turni arrivanti anche fino a 20 ore non hanno mai dato al tuo compagno e relativi figli lo spunto di non farti più entrare in casa?
- considerando che ti ho appena mitragliato di domande fino all' esasperazione, hai intenzione di uccidermi?
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Re: L' ambiente della S.O.

Messaggioda Sarah » ven feb 05, 2010 6:42 pm

Allora vediamo di risponderti,tieni presente che io lavoro in una specialistica come la cardiochirurgia con dinamiche molto diverse da quelle che sono presenti in altri tipi di chirurgia:si tratta sempre di pz critici con preparazioni anestesiologiche complesse che necessitano di TIPO.Diverso è per la chirurgia vascolare dove ad es.interventi tipo TEA carotidea,o interventi vascolari periferici(che a volte facciamo in spinale)dove il pz torna in stanza o va in semi se non ha patologie concomitanti che richiedano l'osservazione in tipo.Insomma trattasi sempre di interventi lunghi(l'esempio di 20 ore filate non era per + interventi ma per uno unico che ha avuto quella durata;di solito tirate del genere capitano solo per emergenze improrogabili).

- non ricevi anche una seppur misera indennità d' area critica?
No,ho un'indennità giornaliera,una di reperibilità,una per i raggi,e un'indennità professionale.Francamente non ho mai fatto il confronto con le buste paga di quando lavoravo in Tipo;
- come mai gli strumentisti latitano, nonostante finanche i media incentivino (almeno teoricamente) la ricerca di "carriera" proprio in ambiti come quello chirurgico (ma, forse, ancor più in T.I. e/o 118)?
Non ne ho idea,ma quando vengono gli studenti sono piuttosto spaventati e quasi nessuno ambisce alla sala operatoria(anche se l'ultima l'abbiamo convinta e adesso lavora con noi!!);

- qual è il rapporto con i chirurghi sinora riscontrato, visto che il lato negativo dello strumentare è piuttosto frequentemente quello di diventare la loro valvola di sfogo preferita?
A me non è mai accaduto,certo bisogna avere una grande pazienza,ma bisogna anche farsi rispettare:siamo colleghi nè schiavi nè zerbini.Cmq conosco persone che lavorano con specialisti che hanno questa abitudine.
- è solo una voce o davvero alcuni strumentisti acquisiscono agli occhi del chirurgo una stima tale da far sì che, in occasione di interventi "limite", vogliano il proprio strumentista di fiducia?
Vero!Più frequente è però che la caposala vedendo la complessità dell'intervento scelga la persona con la preparazione + idonea(modificando sob!! tutti i turni)
- sei mai personalmente incappata in uno di quei chirurghi che, per interventi più semplici, si fanno balenare l' idea di usare lo strumentista anche come nientepocodimenochè aiuto chirurgo?
Mi è capitato di fare l'aiuto ma solo per motivi contingenti,non è un'abitudine;non facendo interventi semplici gli operatori sono sempre 2/3;
- considerando che laparoscopi e robotica riducono notevolmente la "ferraglia" da utilizzare, nelle SS.OO. più tecnologicamente avanzate cosa rimane da fare allo strumentista DURANTE l' operazione?
La mia specialità è ancora molto poco robotizzata.A parte le endoprotesi vascolari(dove però l'isolamento del vaso è spesso chirurgico,e comunque ci sono guide e introduttori da infilare)e le valvole percutanee per tutto il resto lo sterno va segato o l'arto inciso!!E cmq ogni procedura endoscopica presenta il rischio di riconversione chirurgica e quindi dobbiamo stare in stand-by;
- sul fronte privato come va?Tutti questi disumani turni arrivanti anche fino a 20 ore non hanno mai dato al tuo compagno e relativi figli lo spunto di non farti più entrare in casa.?
No ci si abitua e ci si organizza.Anche se non so se a 50 anni ce la farò a stare in piedi 10 ore filate:magari mi farò mettere a fare ernie e interventi da day-hospital!
Ma come mai t'interessa?Vuoi lavorare in sala?


- considerando che ti ho appena mitragliato di domande fino all' esasperazione, hai intenzione di uccidermi?[/quote]
Kaposi ha scritto:- non ricevi anche una seppur misera indennità d' area critica?
genze improrogabili).
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Re: L' ambiente della S.O.

Messaggioda Kaposi » ven feb 05, 2010 10:39 pm

pz critici con preparazioni anestesiologiche complesse che necessitano di TIPO.

Guarda caso, volevo avere anche quante più info possibili sulla TIPO e,più in generale, sui connotati professionali dell' infermiere d' anestesia

Mi è capitato di fare l'aiuto ma solo per motivi contingenti,non è un'abitudine;non facendo interventi semplici gli operatori sono sempre 2/3;

Qui, mi sorgono spontanee due domande:
- di cosa ti occupi, concretamente, in questi casi?
- se gli operatori (a quanto ho capito) si intercambiano causa complessità, perchè lo strumentista deve invece essere unico per tutte e 20 le ore?

E cmq ogni procedura endoscopica presenta il rischio di riconversione chirurgica e quindi dobbiamo stare in stand-by;

In poche parole, oltre lo stress di dover rimanere fino ad operazione ultimata, si è costretti a fare, se così vogliamo dire, le belle statuine fin quando il chirurgo non afferma di dover passare alla chirurgia aperta?

Ma come mai t'interessa?Vuoi lavorare in sala?

E' un ambito che non mi spiace e anzi attrae, anche se al momento mi "intriga" maggiormente l' ambito intensivistico.
Due cose mi perplimono un pò, a torto o ragione, dell' ambito operatorio:
- l' incarico di strumentista mi sembra, a pelle, un pò troppo meccanico nel senso che, a livello di immaginario comunque, sembra tu debba ridurti ad una sorta di robot che passa i ferri, senza chissà quali pianificazioni attive/propositive o che
- le caratteristiche di tale incarico sono, come tu stessa hai notato, atipiche rispetto al normale profilo infermieristico: direi sia (come si nota soprattutto in caso di forte tecnologizzazione della S.O.) più assimilabille ad una professione d' area tecnica, come ben sanno Paesi esteri in cui c'è il cosiddetto surgery technician al posto dell' infermiere.

Ma ci sono ancora due quesiti che stavo per dimenticare (lo so, sono più rompiballe di un ammasso di emorroidi):
- con tutto questo superlavoro, mediamente a quanti euro arrivi, a fine mese?
- la tua formazione qual è stata, in tale ambito?Girando per forum, vedo un certo sciovinismo circa la durata di affiancamento, come anche la prevalente inutilità di fare master che X ti riconosce e A B C D E F G H I L M N e Y giudicano, invece, carta straccia.
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Re: L' ambiente della S.O.

Messaggioda clara81 » sab feb 06, 2010 6:25 pm

l' incarico di strumentista mi sembra, a pelle, un pò troppo meccanico nel senso che, a livello di immaginario comunque, sembra tu debba ridurti ad una sorta di robot che passa i ferri, senza chissà quali pianificazioni attive/propositive o che

Penso sia questo,no,il motivo per cui in pochi vogliono lavorare in s. o. ?
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Re: L' ambiente della S.O.

Messaggioda xx46it » sab feb 06, 2010 6:52 pm

In pochi vogliono lavorare in S.O.? E' uno dei posti più ambiti, mi risulta.....forse da studenti l'ottica è diversa...ma ci sono infermieri che ambiscono ad una sala operatoria da una vita.....vuoi mettere? E' una delle dimensioni infermieristiche più specialistiche.....
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Re: L' ambiente della S.O.

Messaggioda Kaposi » dom feb 07, 2010 7:34 pm

Secondo me, dipende anche dall' ottica che si ha della Sala Operatoria.
Ed essa dipende anche dal tipo di chirurgia in essa esercitata.
Ti faccio un esempio pratico per chiarire questa mia opinione:

xx46it lavora in U.O. di Medicina, sotto le dipendenze dello scorbutico dott. Cox e di uno strampalato JD.
Un bel giorno, si liberano due posti al piano di sopra, in Chirurgia: uno in S.O. Generale e uno in Cardiochirurgia.
xx46it si fionda subito in quella Generale, non solo perchè lì ci lavora il dott. Turk che è il suo ragazzo, ma anche e soprattutto perchè le operazioni sono relativamente brevi e perchè, salvo sporadiche urgenze, si lavora solo di mattina.
Risultato: xx46it ottiene, in un colpo solo


- lavoro maggormente specialistico
- addio alle turnazioni h24
- maggior vicinanza al suo Turk

Cardiochirurgia?Lasciamola alla stakanovista Sarah, che se li becchi lei problemi di sfasamento circadiano, burn out e sampietrini in faccia dai figli che, in determinati periodi, la vedono magari più in foto che in carne ed ossa.


Ovviamente, ho "colorato" molto lessico e situazioni per rendere più facilmente l' idea.
E, intanto, spero Sarah non si sia scocciata di esser crivellata di domande in questo thread e torni.
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Re: L' ambiente della S.O.

Messaggioda clara81 » lun feb 08, 2010 4:35 am

Uno dei posti più ambiti? Ambito specialistico? Mah...a passar ferri tutto il giorno e a ricevere gli insulti e a farsi tirare le budelle addosso dal primo chirurgo schizzato?
Che ha di infermieristico fare il ferrista? Conosco una marea di infermieri fatti che sostengono che ad allungar ferri potrebbe starci anche un oss...(non lo dico io ben inteso,non ho le conoscenze per dirlo,riferisco ciò che ho sentito da vostri colleghi,quindi non mangiatemi).

Comunque io piuttosto che stare in s.o. sto in una lungodegenza..... ;)
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Re: L' ambiente della S.O.

Messaggioda Kaposi » lun feb 08, 2010 5:48 am

La questione oss(s) strumentista non mi è nuova, mi pare che in qualche ospedale già si stia sperimentando la cosa.
Sarebbe interessante il parere di Sarah a riguardo.
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